L’influenza dei diversi sottotipi di neoplasie mieloproliferative Philadelphia-negative (MPN) sull’omeostasi dell’osso non è completamente delucidata.
Nei pazienti con PMF il volume osseo è generalmente maggiore, mentre risulta minore o non alterato nei pazienti con ET e PV.
Tra le complicanze ossee riportate nei pazienti con PMF, una delle più gravi è rappresentata dall’osteosclerosi, che può portare
a insufficienza midollare. Di contro, nei pazienti con ET e PV, la perdita di densità, spesso osservata, può causare fratture correlate
a osteoporosi. Inoltre, alcune forme di MPN sono associate a un aumento dei megacariociti (MK) ed è noto che diversi fattori prodotti
dai MK nelle MPN, sono in grado di modificare lo sviluppo osseo.
In questa review vengono analizzati diversi meccanismi coinvolti nello sviluppo osseo, con particolare focus sul ruolo delle MK
e dei fattori da essi secreti. La comprensione dei cambiamenti della salute ossea, associati alle diverse MPN, può sicuramente favorire l’intervento precoce e migliorare i trattamenti degli effetti ossei.
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Neoplasie mieloproliferative e loro effetto sull’omeostasi dell’osso: il ruolo dei megacariociti
Commento a cura di Novella Pugliese
Background
Nei pazienti con PMF il volume osseo è generalmente maggiore, mentre risulta minore o non alterato nei pazienti con ET e PV. Tra le complicanze ossee riportate nei pazienti con PMF, una delle più gravi è rappresentata dall’osteosclerosi, che può portare a insufficienza midollare. Di contro, nei pazienti con ET e PV, la perdita di densità, spesso osservata, può causare fratture correlate a osteoporosi. Inoltre, alcune forme di MPN sono associate a un aumento dei megacariociti (MK) ed è noto che diversi fattori prodotti dai MK nelle MPN, sono in grado di modificare lo sviluppo osseo.
In questa review vengono analizzati diversi meccanismi coinvolti nello sviluppo osseo, con particolare focus sul ruolo delle MK e dei fattori da essi secreti. La comprensione dei cambiamenti della salute ossea, associati alle diverse MPN, può sicuramente favorire l’intervento precoce e migliorare i trattamenti degli effetti ossei.
I topi che presentano un deficit di fattori GATA-1 e NF-E2 (necessari per lo sviluppo normale dei MK) mostrano un incremento di MK anomali e immaturi e un impressionante aumento del volume osseo.
Nei topi GATA-1 low: l’inibizione ell’espressione di TGF-β1 ripristina la maturazione dei MK e riduce l’osteogenesi.
I topi con deficit di G6b-B (un recettore espresso sulla superficie delle piastrine e dei MK) sviluppano macrotrombocitopenia, mielofibrosi e osteosclerosi. Le femmine mostrano un fenotipo dell’osso più marcato rispetto ai maschi.
D’altra parte, nei topi JAK2V617F knock-in che sviluppano un fenotipo da PV, si evidenzia una significativa perdita delle trabecole ossee.
– Il ruolo di TNF-α è ben consolidato nelle MPN ed è associato a una OS inferiore nella PV e nella PMF
– Il fattore di crescita PDGF è stato identificato nelle urine dei pazienti con PMF, ET e PV e nelle piastrine circolanti e nel siero dei pazienti con MF
– Elevati livelli di VEGF, IL-1β, IL-6, IL-8 e oncostatina M sono stati evidenziati in differenti forme di MPN
– È stata osservata una up-regolazione di LOX (un regolatore della matrice extracellulare) nelle piastrine dei pazienti con MPN
– L’aumentata secrezione del fattore CXCL4/platelet factor 4 favorisce il processo di fibrosi
Alcuni di questi fattori possono esercitare
un effetto duale sull’osso, dipendente
dalla concentrazione e dal tempo.
Si osservano degli effetti sia sugli osteoblasti (OB)
sia sugli osteoclasti (OC)
La cascata del segnale Pyk
Conclusioni
Bibliografia
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