Malattie cardiovascolari nelle neoplasie mieloproliferative

Background

Le neoplasie mieloproliferative (MPN) sono associate ad un aumentato rischio trombotico e cardiovascolare che contribuisce significativamente alla mortalità e morbilità.
  • Le mutazioni del gene JAK2, la più comune delle quali è la mutazione JAK2V617F, sono presenti nella maggioranza dei pazienti con MPN
  • La presenza della mutazione del gene JAK2 aumenta di circa 2 volte il rischio di trombosi arteriosa
Rischio di trombosi arteriosa
Rischio di insufficienza cardiaca
Rischio di ipertensione polmonare
I pazienti con MPN indotta da mutazione JAK2V617F presentano aterosclerosi accelerata causata da infiammazione e/o efflusso lipidico ed efferocitosi difettiva dei macrofagi.
  • L’aumento dell’infiammazione associato alle MPN può contribuire ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.
  • I pazienti con MPN hanno una maggiore espressione di TGF-β e LOX (lisil ossidasi), che svolgono un ruolo nella fibrosi del midollo osseo, nell’aterogenesi e nella trombosi.
  • I pazienti con MPN presentano alterazioni del numero e delle funzioni delle cellule ematiche, inclusi globuli rossi, leucociti e piastrine, che contribuiscono al rischio di eventi cardiovascolari, in particolare trombosi e sanguinamento.
  • L’iperattività della via di segnalazione JAK/STAT nelle MPN può aumentare l’attivazione del sistema renina-angiotensina nel midollo osseo.
  • Oltre alle malattie cardiovascolari, i pazienti con MPN presentano spesso altri rischi, quali sanguinamento e progressione ematologica a mielofibrosi secondaria o leucemia acuta, che possono complicare la gestione delle malattie cardiovascolari.
  • La citoriduzione è un’importante terapia utilizzata per ridurre il rischio trombotico nei pazienti con MPN.
  • Il sanguinamento può complicare la terapia anticoagulante e l’uso di antiaggreganti piastrinici nei pazienti con MPN.
  • Nei pazienti con MPN gli anticoagulanti orali diretti possono prevenire più efficacemente la tromboembolia venosa ricorrente rispetto agli antagonisti della vitamina K.
  • Ruxolitinib, un inibitore di JAK1 e JAK2, può ridurre il rischio di trombosi nei pazienti con MPN, tuttavia è necessaria cautela date le segnalazioni che altri inibitori JAK aumentano il rischio cardiovascolare in altre popolazioni di pazienti.
  • La terapia antinfiammatoria potrebbe essere utile per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, sebbene sia un’area da indagare ulteriormente.
  • L’inibizione di LOX potrebbe essere una nuova opzione terapeutica da esplorare negli studi sull’uomo.

Conclusioni

Le ricerche sull’emopoiesi clonale infiammatoria e le MPN amplieranno probabilmente la comprensione dei meccanismi di malattia e produrranno nuovi trattamenti per questo gruppo di condizioni che intersecano la medicina cardiovascolare, l’ematologia, l’oncologia e l’invecchiamento. L’applicazione di queste nuove conoscenze consentirà di ottenere risultati migliori in questa popolazione vulnerabile.

Bibliografia

Leiva O et al. Cardiovascular Disease in Myeloproliferative Neoplasms: JACC: CardioOncology State-of-the-Art Review. JACC CardioOncol 2022;4(2):166-182.
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