Gestione pratica delle complicanze
emorragiche nelle neoplasie mieloproliferative

Le neoplasie mieloproliferative (NMP) possono essere associate a sanguinamenti, i quali possono causare significative morbilità. Nonostante gli ematologi siano consapevoli della probabilità che insorgano complicanze, questo aspetto viene spesso trascurato, specialmente nei pazienti che non presentano parametri del sangue elevati e in quelli con mielofibrosi. La sindrome acquisita di von Willebrand e la disfunzione piastrinica acquisita sono le diagnosi più comuni da tenere in considerazione in questo contesto.

L’incidenza e la prevalenza dei sanguinamenti variano in base al tipo di NMP e l’eziologia è multifattoriale; si contano 39 potenziali rischi associati.
In particolare, il ruolo della sindrome acquisita di von Willebrand (AVWS) e della disfunzione piastrinica acquisita è stato studiato nel dettaglio.

Sindrome acquisita di von Willebrand (AVWS)

La AVWS è una malattia rara acquisita, causata da difetti non ereditari, strutturali, funzionali o qualitativi del fattore di von Willebrand (VWF) della coagulazione. È largamente riconosciuto che la AVWS è più comune nelle malattie linfoproliferative rispetto a quelle mieloproliferative, tuttavia nelle NMP è stato osservato un 15% di casi.

Meccanismo di malattia

In letteratura, sono state formulate diverse ipotesi per spiegare lo sviluppo della AVWS. In particolare, questa sindrome sembra essere dovuta a:
  • Il «sequestro» di multimeri del VWF ad alto peso molecolare (HMWM) a causa di un numero eccessivo di piastrine, molto probabilmente attraverso GP1b
  • La proteolisi del VWF mediata da ADAMTS13, in una condizione di trombocitosi
  • La presenza di anticorpi, che interferisce con l’attività del VWF o ne aumenta la clearance
  • Effetti della mutazione JAK-2 V617F

Siti di sanguinamento

Il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale sono siti frequenti di sanguinamenti maggiori.

Diagnosi

La diagnosi di AVWS si sospetta in individui senza una storia personale o familiare di sanguinamenti. In questi pazienti un ridotto rapporto attività/antigene può essere un indicatore di disturbi VW funzionali o strutturali, anche in presenza di un’attività globale normale. Se l’attività è normale, l’analisi multimerica è la più utile per rilevare anomalie strutturali del VWF. In particolare, un livello ridotto di multimeri HMW, in presenza di altri parametri normali correlati al VWF, indica la presenza di AWVS.
La comprensione della disfunzione piastrinica nelle NMP è ancora poco chiara. Esiste un’evidenza significativa di iperreattività delle piastrine e aumentato rischio di trombosi. Al contrario, la trombocitosi estrema, equivalente ad una conta maggiore di 1500 x 109/l, conferisce un rischio elevato di sanguinamento che può essere indipendente da AVWS.

Meccanismo di malattia

Le piastrine dei pazienti con TE sono caratterizzate da una capacità compromessa di legare il fibrinogeno e da una ridotta attivazione dei pathway mediati dalla PI3-chinasi in risposta a diversi agonisti delle piastrine, portando ad una produzione alterata di trombina.
Inoltre nei pazienti con NMP è stata descritta una disfunzione piastrinica come conseguenza della mutazione JAK2 V617F stessa.
Il ruolo delle mutazioni di CALR nella funzione piastrinica nei pazienti con ET non è ancora del tutto noto. Ancora meno si sa sui pazienti con mutazioni a carico del gene MPL.

Gestione

Come nel caso della AVWS, una delle principali strategie di trattamento della disfunzione piastrinica non associata a terapia è la citoriduzione, dato che la normalizzazione della trombocitosi può correggere i difetti dell’omeostasi che predispongono al sanguinamento.
La piastrinoaferesi è un’altra potenziale strategia di trattamento nel caso di trombocitosi estrema. È bene sottolineare che, sebbene la piastrinoaferesi possa portare a una rapida riduzione del numero delle piastrine, questa terapia non va ad agire sull’eziologia della trombocitosi e può indurre un aumento transitorio dei fattori delle cellule staminali emopoietiche, portando ad un aumento compensatorio delle piastrine. Per questo, è sempre raccomandata in concomitanza la terapia citoriduttiva.
Il rischio di sanguinamento nei pazienti con NMP è scarsamente compreso. La presente review si è posta come obiettivo quello di discutere le principali evidenze disponibili relative all’eziologia della AVWS e dei difetti delle piastrine e le potenziali strategie di gestione. Tuttavia, ulteriori studi sono necessari per determinare il miglior approccio per la gestione di pazienti difficili da trattare.
Jones E, et al. Practical management of the haemorrhagic complications of myeloproliferative neoplasms. Br J Haematol. 2022;199(3):313-321
Per maggiori approfondimenti consultare l’articolo originale al seguente link:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9796684/pdf/BJH-199-313.pdf