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Disregolazione epigenetica delle neoplasie mieloproliferative
Background
Le cellule staminali ematopoietiche sono in un costante stato stazionario assicurato da un rimodellamento dinamico e reversibile della cromatina.
Tale rimodellamento epigenetico è operato principalmente da 2 meccanismi:
modifiche post-traduzionali dei residui amminoacidici degli istoni
metilazione del DNA sui residui di citosina
Nelle neoplasie mieloproliferative (MPN) le mutazioni a carico delle proteine preposte alle modificazioni epigenetiche coesistono con le mutazioni driver e CALR
Neoplasie
mieloproliferative
Premesse per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche
Farmaci emergenti
Le terapie epigenetiche emergenti offrono risultati promettenti per il trattamento delle MPN, in particolare della mielofibrosi
Agenti ipometilanti – Riducono la metilazione del genoma e, presumibilmente, ripristinano programmi di trascrizione fondamentali per la crescita e la differenziazione cellulare
BET inibitori – Alterano l’interazione delle proteine BET con gli istoni portando a modifiche dello stato della cromatina e della successiva trascrizione genica
LSD1 inibitori – LSD1 svolge la funzione enzimatica di rimozione dei gruppi metilici dai residui di lisina degli istoni a livello dei promotori attivi. L’inibizione di LSD1 ha dimostrato una significativa attività modificante la malattia in vari modelli preclinici murini di MPN
IDH1/2 inibitori – Trovano indicazione nella leucemia mieloblastica acuta (AML) post-MPN, ove si osserva un aumento delle mutazioni IDH1/2
PRMT5 inibitori – Dato il ruolo di JAK2V617F nella fosforilazione dell’arginina metiltransferasi PRMT5, esiste un razionale per l’inibizione mirata di PRMT5 nelle MPN
Istone deacetilasi inibitori – Le deacetilasi istoniche (HDAC) catalizzano la rimozione dei gruppi acetilici “attivi” dagli istoni e quindi agiscono silenziando la trascrizione genica. È stato dimostrato che gli inibitori dell’HDAC hanno una miriade di effetti intracellulari, tra cui lo smorzamento della repressione di geni critici per il danno/riparazione del DNA e per la regolazione del ciclo cellulare, oltre all’aumento della degradazione proteica attraverso l’acetilazione della proteina 90 da shock termico (HSP90)
Conclusioni
La review analizza:
I dati relativi alle mutazioni delle proteine preposte alle modificazioni epigenetiche nelle MPN e le loro implicazioni cliniche
I risultati degli studi preclinici condotti per comprendere come le mutazioni nelle proteine modificanti epigenetiche cooperano con i driver delle MPN per promuovere la progressione della malattia
I recenti progressi in nuove terapie mirate ad agire sulle vie epigenetiche per il trattamento della progressione fibrotica
Bibliografia
Dunbar A et al. Epigenetic Dysregulation of Myeloproliferative Neoplasms. Hematol Oncol Clin North Am 2021;35(2):237-251.
Per maggiori approfondimenti consultare l’articolo originale al seguente link:
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Tale rimodellamento epigenetico è operato principalmente da 2 meccanismi:
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