Aspirina e Trombocitemia essenziale

La trombocitemia essenziale (TE) è una neoplasia mieloproliferativa cronica Ph-negativa che può presentarsi con quadri clinici molto variegati che vanno dalle trombosi, venose o arteriose, alle alterazioni del microcircolo e ai sanguinamenti.
In questo articolo, l’autore descrive in modo chiaro ed esaustivo il ruolo dell’aspirina, valutando le sue indicazioni attuali nella TE, il tipo di formulazione e la posologia preferibile in funzione delle caratteristiche dell’eterogeneo gruppo di pazienti affetti da questa patologia. Le linee guida della TE raccomandano infatti la profilassi degli eventi vascolari con bassi dosaggi di aspirina (80-100 mg/die) con alcune eccezioni, rappresentate dai pazienti “very-low risk”, dai pazienti con conta piastrinica superiore a 1000000/mmc o portatori della mutazione CALR, per i quali è preferibile la sola osservazione clinica in assenza di alterazioni a carico del microcircolo. La citoriduzione, in sostituzione della profilassi con aspirina, è altresì raccomandata per il trattamento dei pazienti ad alto rischio o sintomatici, con conta piastrinica superiore a 1000000/mmc.
Un’importante considerazione meritano i pazienti con elevata conta piastrinica e quelli con deficit acquisito del fattore di Von Willebrand (VWF). Per quanto riguarda i primi, gli studi clinici hanno documentato che la somministrazione di aspirina in due dosi refratte è preferibile rispetto alla monosomministrazione finché non si raggiunge una normalizzazione della stessa, in conseguenza del rapido recupero della capacità di sintetizzare elevati livelli di trombossano A2.
In accordo con quanto esposto dall’autore, è evidente la necessità di dati sulla sicurezza a lungo termine di questo approccio per valutare l’incidenza di eventi avversi gastrointestinali dose-correlati. Per i secondi, la decisione se trattare o meno con aspirina (ed eventualmente con quale regime posologico della stessa) i pazienti con deficit acquisito di VWF è strettamente legata al profilo di rischio individuale degli stessi e al giudizio del clinico, considerando che tutti i pazienti che hanno effettiva indicazione al trattamento dovrebbero ricevere una dose adeguata di farmaco, indipendentemente dalla severità della loro condizione.

L’obiettivo principale del trattamento della TE è quello di alleviare i segni e i sintomi microcircolatori e vasomotori e ridurre il rischio di complicanze trombotiche ed emorragiche. L’aspirina è il trattamento raccomandato per il controllo degli eventi vascolari nella maggior parte dei pazienti, sebbene il suo uso sia ancora oggetto di dibattito.

La prevenzione primaria della trombosi si basa sull’uso profilattico di aspirina a basso dosaggio (81-100 mg al giorno) e sulla citoriduzione:

l’aspirina è raccomandata per tutte le categorie di rischio, ad eccezione dei pazienti a rischio molto basso, ai quali dovrebbe
essere somministrata solo per il trattamento dei disturbi vasomotori/microvascolari;
la citoriduzione con idrossiurea o, in alternativa, con peginterferone alfa-2a o anagrelide è generalmente limitata ai pazienti ad
alto rischio. Tuttavia, dovrebbe essere presa in considerazione anche in altre categorie di rischio, a seconda della presenza di
condizioni aggiuntive, come il deficit del fattore di Von Willebrand, trombocitosi e/o leucocitosi estrema, splenomegalia, disturbi
vasomotori/microvascolari o altri sintomi correlati alla malattia che non rispondono all’aspirina.

Inoltre, un recente documento di consenso sulla gestione dei pazienti con mutazione CALR raccomanda:
● approccio osservazionale nei pazienti asintomatici a basso rischio senza fattori di rischio cardiovascolare;
● citoriduzione per i pazienti sintomatici a basso rischio con conta piastrinica 1000-1500 x 109/L.

● L’aspirina acetila un residuo di serina in posizione 529 della COX-1, inibendo irreversibilmente la sua via metabolica, responsabile
della produzione dell’agonista piastrinico e della molecola vasocostrittrice trombossano A2.
● L’ottima efficacia antitrombotica dell’aspirina, nonostante la sua farmacodinamica molto selettiva, è spiegata dal fatto che il
trombossano A2 contribuisce all’amplificazione dell’attivazione piastrinica da parte di quasi tutti gli agonisti piastrinici ed è
essenziale per la piena risposta di aggregazione delle piastrine.

Mentre l’aspirina semplice viene assorbita nello stomaco, l’aspirina EC viene assorbita nell’intestino tenue, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di disordini gastrointestinali, ulcerazioni della mucosa e sanguinamento (complicanze comuni del trattamento cronico con l’aspirina).
Tuttavia, l’aspirina semplice ha un profilo farmacologico più favorevole dell’aspirina EC e, secondo l’autore, dovrebbe essere preferita all’aspirina EC per la prevenzione cardiovascolare in tutti i pazienti a rischio. Alcuni pazienti mostrano infatti “resistenza” all’aspirina EC.

Sembra che due meccanismi indipendenti siano responsabili di effetti farmacologici inadeguati dell’aspirina nella trombocitemia essenziale:
● scarso assorbimento del farmaco: osservato quando è stata utilizzata l’aspirina EC e facilmente superato utilizzando l’aspirina
semplice;
● aumento del recupero della capacità di sintetizzare alti livelli di trombossano A2: causato dall’aumento della produzione
piastrinica, piuttosto che dall’aumento del turnover, può essere superato somministrando l’aspirina due volte al giorno invece che
una.

Sembra che due meccanismi indipendenti siano responsabili di effetti farmacologici inadeguati dell’aspirina nella trombocitemia essenziale:
● scarso assorbimento del farmaco: osservato quando è stata utilizzata l’aspirina EC e facilmente superato utilizzando l’aspirina
semplice;
● aumento del recupero della capacità di sintetizzare alti livelli di trombossano A2: causato dall’aumento della produzione
piastrinica, piuttosto che dall’aumento del turnover, può essere superato somministrando l’aspirina due volte al giorno invece che
una.

Cattaneo M. Aspirin in essential thrombocythemia: To whom? What formulation? What regimen? Haematologica. 2023 Jan 12. doi: 10.3324/haematol.2022.281388. Epub ahead of print. PMID: 36632735.
Per maggiori approfondimenti consultare l’articolo originale al seguente link:
https://haematologica.org/article/view/haematol.2022.281388